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Riflessologia Plantare

Cos’è la Riflessologia Plantare?

La riflessologia plantare è una terapia olistica, basata  sul principio generale che ogni aspetto della vita dell’individuo influirebbe sul benessere e sulla salute della persona, e ha l’intento di operare un “riequilibrio dell’intero organismo al fine di stimolarne le capacità di autoguarigione.

Non essendo una terapia non convenzionale, la Riflessologia può avere un’azione alternativa o essere usata come supporto alle terapie mediche convenzionali.Il riflessologo non è un medico, e quindi non cura, e non fa diagnosi. Soprattutto NON INTENDE interferire con le terapie o con i pareri medici convenzionali, sostenendo il suo ruolo di professionista nell’affiancarsi e NON SOSTITUIRSI alla medicina convenzionale.

L’origine della Riflessologia

Le tecniche riflessologiche si distinguono in Riflessologia Cinese  che si basa sui principi della medicina tradizionale cinese, mentre la Riflessologia Occidentale attinge ai principi scientifici sulla quale si basa la medicina convenzionale.  Nonostante il principio sia lo stesso, ossia che stimolando delle zone riflesse si abbiano effetti su zone lontane dal sito di applicazione del massaggio.

La Riflessologia plantare ha una storia molto antica: i primi trattamenti realizzati massaggiando i piedi sono stati applicati in Cina ed India, dove si usavano terapie mediche utilizzanti la pressione delle dita per influenzare i campi energetici dell’organismo. In particolare la medicina Ayurvedica, una delle più antiche tradizioni mediche del mondo, usa la riflessologia tra le sue tecniche di intervento.Oggi è una disciplina abbastanza usata anche in Occidente.

 

La riflessologia sarebbe indicata nel caso di dolori e disturbi passeggeri. Come  l’indigestione, la tensione nervosa e l’emicrania, grazie alla liberazione di endorfine che ripristinano l’equilibrio delle ghiandole endocrine. Comunque è sempre meglio consultare uno specialista  per una valutazione medica adeguata.

La durata del massaggio/microstimolazione varia dai cinque ai venti secondi per punto e complessivamente conviene non superare la durata di dieci minuti durante le prime sedute e i trenta minuti durante le sedute di una seconda fase, successiva alle prime due settimane di trattamento.

La pressione deve esser tale da agire in profondità, quindi bisogna massaggiare finché non sia avverte un lieve fastidio (dolore).
È necessario anche seguire l’orientamento dell’energia presente nel corpo umano, quindi conviene seguire schemi , ricordando ad esempio che un massaggio nel verso orario favorisce le funzioni intestinali altrimenti le inibisce.

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